Bonus facciate 2020: l’Italia si fa bella

Bonus per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici al via con la legge di bilancio  che prevede un credito di imposta del 90% delle spese sostenute.

La nuova detrazione riguarda esclusivamente gli immobili dei centri urbani ampiamente edificati. Ne sono escluse le villette di campagna e quelle che sorgono in terreni ex agricoli poi lottizzati. L’Italia si fa bella: obiettivo della norma che istituisce il bonus , è infatti principalmente quello di migliorare l’aspetto delle città ma è certamente anche una bella occasione per dare un impulso all’economia.

Interventi ammessi ed esclusi

Gli interventi che daranno diritto al super-bonus  saranno:

  • pulizia e pittura delle strutture opache delle facciate;
  • balconi, ornamenti e fregi;
  • realizzazione di intonaci termici (cappotto).

Nel caso degli intonaci in pratica il beneficio sarà applicato solo a patto di migliorare la prestazione energetica dell’edificio. Il risparmio energetico dovrà essere certificato dall’Enea cui dovrà essere inviata anche la relativa documentazione.

Non saranno ammessi al bonus:

  • sostituzione di infissi;
  • grondaie;
  • antenne private;
  • sostituzione di cancelli;
  • impianti centralizzati.

Resta comunque la possibilità per questi interventi di usufruire delle agevolazioni per ristrutturazione edilizia ed ecobonus riconfermati anche per il 2020.

Sono invece stati esclusi gli interventi negli alberghi che in un primo tempo erano stati inseriti tra i beneficiari dell’agevolazione.

Beneficio solo per il 2020

Un’occasione da non perdere perché, almeno per il momento non c’è nessuna intenzione di prorogare il bonus anche per gli anni successivi. Non sono ancora noti infatti i dati necessari per stimare l’impatto della norma sul bilancio dello Stato e le relative coperture.

La partenza è prevista comunque dal  gennaio e sarà immediatamente applicabile.

 

Lavorare in Team: organizzazione e leadership

Disporre di un gruppo di collaboratori efficace capace di lavorare in team ed autonomo è il sogno di ogni imprenditore.

Un’efficace organizzazione aziendale non può infatti dirsi tale se l’imprenditore è costretto ad impartire quotidianamente ordini, fare richiami, sollecitare e gestire personalmente i propri dipendenti.

L’azienda deve essere un sistema in grado di andare avanti e generare risultati a prescindere dalla presenza del proprietario.

Se questo è quasi scontato per le imprese di maggiori dimensioni, spesso non lo è per le aziende minori nelle quali la figura dell’imprenditore spesso viene identificata con l’azienda stessa e la sua assenza, anche temporanea, comporta notevoli disagi e inefficienze.

Il leader deve essere una guida, un punto di riferimento, colui che indirizza verso gli obiettivi, ma i dipendenti dell’impresa devono avere una propria identità che in autonomia esprima la potenzialità del capitale umano che essi rappresentano.

Creare dei team capaci, autonomi e motivati implica necessariamente l’avvio di un processo di legittimazione o empowerment.

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Corona virus e quarantena: cosa fare per stare meglio

Foto di Alexey Hulsov da PixabayCorona virus e quarantena: cosa possiamo fare per stare meglio in questa triste situazione?

Corona virus e quarantena, non sentiamo parlare che di questo.

Ci siamo svegliati anche stamattina sperando che si trattasse di un brutto sogno, ma pare proprio di no.

La situazione è grave: il mondo sembra essersi fermato a causa di una incredibile pandemia  chiamata  Corona Virus

Non possiamo uscire di casa senza un motivo veramente importante, né incontrare amici e parenti.

Non possiamo viaggiare, andare al ristorante e per la maggior parte di noi nemmeno andare a lavoro.

Sono crollate tutte le nostre certezze sul futuro, i piani che avevamo fatto, i nostri progetti per le vacanze.

C’è solo un grande punto interrogativo davanti a noi.

Ma in questa situazione così incredibile, abbiamo ancora una cosa importante: siamo vivi.

In questo istante abbiamo la possibilità di riflettere sul vero senso della nostra vita, su chi siamo veramente al di là della nostra situazione esistenziale con la quale finora ci siamo identificati.

Concentrandoci solo su questo istante, l’Adesso, c’è subito una sensazione di pace.

 

COMINCIAMO  LA MATTINA CON L’ESSERE GRATI

 

Cominciamo con l’essere grati se abbiamo una casa in cui stare comodi, se abbiamo i nostri affetti vicino a noi, o se possiamo raggiungerli

anche solo con una video chiamata.

Siamo ancora più grati se abbiamo ancora un lavoro che ci dà sostentamento o se possiamo comunque lavorare da casa.

Siamo felici se abbiamo un balcone dove possiamo affacciarci per prendere un pò di aria fresca e godere di questo cielo ripulito dallo smog

come non si vedeva da tempo.

Gustiamoci i  pranzi e le  cene consumate con calma a casa e le ore passate a giocare con i  figli.Ringraziamo perché intorno a noi, anche  se 

siamo in  quarantena,  e nonostante  questo terribile momento c’è tanto per essere felici.

Siamo lieti se il Corona Virus ci ha risparmiati o ci ha dato solo sintomi leggeri.

Pensiamo con gratitudine  a tutti i medici e gli infermieri che ogni giorno sono in prima linea per risolvere l’emergenza cercando di salvare

tante vite umane.

Siamo grati a tutti i commessi dei supermercati che ci garantiscono di poter fare ancora la spesa e a tutti coloro che ogni giorno ancora,

nonostante tutto vanno a lavoro per non farci mancare le cose essenziali.

La gratitudine è il primo passo per sentirci fortunati e felici in questo istante.

FACCIAMO UN NUOVO PIANO

Se è vero che questa emergenza ci sta insegnando  a vivere il presente senza sapere con certezza cosa ci sarà  domani, è pur vero che aver un

piano per ricominciare quando tutto sarà finito potrebbe farci sentire più sereni.

Non è facile. Perché ognuno di noi può solo immaginare un possibile scenario ma la realtà potrebbe essere molto diversa da come l’abbiamo

immaginata.

La maggior parte di noi si troverà a fare i conti con una situazione completamente nuova.

Chi ha un’attività di lavoro autonomo probabilmente non potrà riaprire la serranda come se niente fosse, pensando che tutto tornerà come

prima nel giro di poche settimane.

Questa esperienza ci lascerà un segno indelebile e la paura di riviverla probabilmente ci accompagnerà ancora per molto tempo.

Che fare allora?

Dobbiamo già pensare per prima cosa a  come fronteggiare le difficoltà  imminenti con le quali dovremo fare i conti.

Molti di noi dovranno chiedere la sospensione dei mutui, aprire nuovi prestiti per far fronte alle liquidità, pensare agli ammortizzatori sociali per i propri dipendenti.

Molti dovranno riconvertire le proprie attività perché le priorità saranno diverse e le abitudini di consumo cambieranno.

 

 NON TUTTO SARA’ COME PRIMA

E’ facilmente prevedibile che le cose saranno differenti perché:

-La chiusura dei mercati internazionali ci priverà di molte materie prime e beni di cui si disponeva fino a prima dell’emergenza Corona Virus;

-La crisi cui andremo incontro ci farà privilegiare i beni di prima necessità rispetto a quelli di lusso perché ci sarà una diminuzione generale della ricchezza disponibile.

-La paura che un evento simile possa ricapitare ci farà prendere adeguate precauzioni e probabilmente la propensione al risparmio sarà maggiore.

Non è escluso che torneremo a fare la spesa nei negozi sotto casa, meno affollati e dove sarà piacevole coltivare quei rapporti umani che ci sono tanto mancati in questi giorni di quarantena.

Senza dubbio per chi ha una piccola impresa è arrivato il momento di affiancare alla attività tradizionale  un buon sito e-commerce.

L’esperienza ci insegna che,  chi prima del blocco era già organizzato per le vendite on line ha potuto continuare a farlo anche durante la chiusura imposta dei negozi.

Si tratta del cosiddetto piano B che è sempre opportuno avere a disposizione per fronteggiare le possibili situazioni di emergenza.

Oggi è ancora più importante rendersi conto che non possiamo fare a meno di innovare dal punto di vista tecnologico tutte le attività.

Anche l’attività amministrativa che ha collaudato lo smart working durante l’emergenza, continuerà in molti casi, a privilegiare questa

modalità.

Conciliare vita familiare e lavoro sarà una priorità per tutti: se c’è una cosa che abbiamo imparato probabilmente è che la cosa veramente importante è stare insieme ai propri cari.

Molti di noi hanno potuto apprezzare il piacere di stare in famiglia e la riscoperta di antichi valori che si stavano ormai perdendo ci porterà a stabilire nuove priorità, trovando soluzioni adeguate.

Ma c’è una soluzione per tutto: non scoraggiamoci e guardiamo avanti con fiducia.

 

NON TUTTI I MALI VENGONO PER NUOCERE

Saper trasformare le avversità in opportunità credo che sia il modo giusto per affrontare questo triste momento.

Abbiamo l’opportunità di imparare nuove cose, di riposarci e di meditare su come riorganizzare la nostra vita.

Se partiamo dal presupposto che ogni avversità porta con sé il seme di un vantaggio ci predisponiamo anche a saper vedere questo vantaggio

e lavorare affinché le idee fluiscano nella nostra mente.

Noi Italiani siamo gli esseri più creativi dell’universo,  disponiamoci  per l’ascolto  del nostro cuore:  ognuno di noi può lasciare

un mondo migliore di come lo ha trovato.

E’ il momento opportuno per leggere, fare un corso on line, imparare una lingua, scrivere il libro che abbiamo in mente da tempo, dipingere:

ognuno di noi ha desiderato avere del tempo a disposizione. Consideriamo questi giorni come una ricarica delle nostre energie

mentali.

E’ il momento di pensare a come possiamo trasformare la nostra vita per avere la necessaria flessibilità per adattarci a tutte le situazioni e le

esperienze che incontreremo nel nostro cammino. Tutto quello di cui abbiamo bisogno è già dentro di noi.

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DECRETO CURA ITALIA: 600 EURO PER AUTONOMI E PARTITE IVA

Il decreto “Cura Italia” ha previsto un bonus di 600 euro per autonomi, partite iva e stagionali: ecco come ottenere il bonus

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il decreto Cura Italia diventa a tutti gli effetti operativo.
Partono così le misure in esso previste per il contrasto dell’emergenza Coronavirus.

Gli stanziamenti previsti sono pari a 25 miliardi di cui il 40% destinati al lavoro.

Tra le misure previste a favore di tutti i settori vi è anche l’indennità di 600 euro  prevista per il mese di marzo , non soggetta a imposizione fiscale. 

L’INPS è già intervenuto ieri con il messaggio n.1288    a fornire i primi chiarimenti in merito all’applicazione della misura per la quale sta predisponendo le procedure.

Già  dalla prossima settimana gli interessati potranno fare richiesta del contributo.

Chi ha diritto al Bonus di 600 euro?

La platea degli interessati sarà circa di 5 milioni di persone.
Ne avranno diritto:
-Lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie.
-Titolari di  contratti co.co.co che svolgono attività a favore di società sportive dilettantistiche.
-lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo che va dal  1 gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del decreto. Non devono essere titolari di pensione o di rapporti di lavoro dipendente alla medesima data.

ESCLUSIONI

Come chiarito dall’INPS, le indennità non sono cumulabili tra loro e non sono riconosciute ai percettori di reddito di cittadinanza.

COME PRESENTARE LA DOMANDA

I destinatari del Bonus di 600 euro, al fine di ricevere la prestazione, possono presentare una domanda telematica utilizzando i consueti canali telematici messi a disposizione sul sito ww.inps.it 

 

Turismo: fondamentale la formazione

Perché formare operatori qualificati

Quando vivi un’esperienza,  cosa rende quel momento indimenticabile?

Che sia la visita ad un museo, ad un sito archeologico, un pranzo al ristorante, una gita tra amici, ciò che cerchi è un’emozione.

Da dove nasce l’emozione?

Non solo dall’ambiente, ciò che vedi, ciò che ascolti, ciò che mangi. ma anche e soprattutto dal rapporto che si crea tra te e  le persone che ti presentano e ti offrono l’esperienza. 

Per quanto possa essere piacevole fare una gita in un posto bellissimo, se chi ti accompagna non si relaziona con te in modo adeguato la tua giornata non avrà lo stesso valore. Sei d’accordo?

Formare  gli operatori turistici per l’ospitalità è quindi fondamentale.

Ho notato che molti siti di interesse in Sardegna sono stati affidati a cooperative o a società che hanno occupato lavoratori provenienti da altre realtà.

Una bella iniziativa, non v’è dubbio.

Si tratta però molto spesso di persone che occupano un ruolo importantissimo senza aver fatto alcuna formazione.

E così capita di fare i biglietti per entrare in un museo dove nessuno sa parlare l’inglese, nessuno ti saluta e  non vi è minimamente alcuna professionalità nella gestione dei rapporti con il pubblico.

Abbiamo le potenzialità per fare un servizio eccellente, come? Formando le risorse umane.

Le scuole  per la formazione  degli operatori turistici non mancano.

Se non si comprende l’importanza di acquisire le competenze adeguata si rischia di commettere errori cui sarà molto difficile porre rimedio

Bar e Ristoranti senza menù in inglese?

Lo stesso discorso vale  per bar e ristoranti. Se si lavora a contatto con il pubblico, specie con turisti che provengono da varie parti del mondo,  dobbiamo essere in grado di accogliere il nostro cliente considerandolo un “ospite“.

Dobbiamo dargli il benvenuto nel migliore dei modi. Constatare la mancanza di un menù tradotto, almeno in lingua inglese, è una mancanza di attenzione che può essere fatale.

Se avete un locale pubblico spiegate ai vostri dipendenti che la gentilezza, il sorriso e l’attenzione per il cliente sono caratteristiche da cui non si può prescindere!

Investite in formazione e non lasciate al caso la gestione dell’ospitalità.